Archive for LAVORI GIULIO BORLENGHI GEOMETRA

16 marzo 2019 – “Comuni montani, l’Imu sui terreni agricoli per il 2014 non andava pagata”

La commissione tributaria provinciale, accogliendo il ricorso di una piacentina proprietaria di alcuni appezzamenti nel territorio di Pianello, ha stabilito chel’Imu 2014 per i terreni agricoli dei comuni collinari e montani della nostra provincia non andava pagata.
Un pronunciamento che apre la porta a decine di ricorsi e che potrebbe esporre tutti i Comuni piacentini di collina e montagna a una raffica di richieste di rimborso.

“Fino al 2013 la tassazione non era dovuta per le zone svantaggiate – spiega l’avvocato Gian Piero Antonini Zambelli, legale della donna – mentre per il 2014 e il 2015 venne reintrodotta da parte del governo. Di fatto, però, la normativa cambiò solo nel 2015, perché nel 2014 non fu convertito il relativo decreto legge. Quindi, secondo il principio per cui nessuna legge può imporre un’imposizione retroattiva, la mia assistita non pagò e ora la commissione tributaria le ha dato ragione”.

tratto da: www.liberta.it

28 gennaio 2019 – PROGETTI FINANZIABILI PER LA SICUREZZA DELLE IMPRESE: LA NUOVA EDIZIONE DEL BANDO INAIL (ISI)

Di seguito il link dove sono illustrati le tipologie di progetti finanziati a fondo perduto, contenuti nel bando indetto dall’Inail:

 

 

http://www.unionecommerciantipc.it/news-157/news/progetti-finanziabili-per-la-sicurezza-delle-imprese-la-nuova-edizione-del-bando-inail-isi.html?fbclid=IwAR2THiEeCRfIvlQpRQS_BgDZ1YOc28TY1i3yZTP9FH9WCSnslJwiq6kMBao

16 ottobre 2018 – Flat tax 15% per le Partite Iva fino a 65 mila euro e proroga di un anno dei bonus casa

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta di ieri sera, ha dato il via libera al disegno di legge di Legge di Bilancio 2019 ‘Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021’ e ai due DL ‘Disposizioni urgenti in materia fiscale’ e ‘Disposizioni urgenti per la deburocratizzazione, la tutela della salute, le politiche attive del lavoro e altre esigenze indifferibili’, cioè il Decreto Fiscale e il Decreto Semplificazione.

Subito dopo la seduta il Documento programmatico di Bilancio 2019 è stato inviato a Bruxelles. Vediamo le misure di interesse per il nostro settore:

Flat Tax 15% per Partite Iva fino a 65 mila euro

Il disegno di legge di Legge di Bilancio 2019 estende la soglia del regime forfettario fino a 65 mila euro, prevedendo un’aliquota piatta al 15%. Si tratta di una misura ampiamente annunciata che alza a 65.000 euro il tetto di fatturato del regime forfettario, ora fissato a 30.000 euro.

Il nuovo regime con tassazione al 15% sarà introdotto dal 1° gennaio 2019 e amplierà la platea di almeno altre 500mila partite Iva rispetto a quelle che già oggi rientrano nel regime forfettario. Dal 2020 il tetto di ricavi e compensi salirà a 100mila euro. Una norma che dovrà però prima ottenere il via libera di Bruxelles. È confermata l’aliquota del 5% per 5 anni per le nuove attività.

Ecobonus, bonus ristrutturazioni, bonus mobili e bonus verde

Il documento inviato a Bruxelles prevede la proroga al 31 dicembre 2019 del bonus ristrutturazione del 50% e dell’ecobonus per gli interventi di efficientamento energetico, sia di quelli detraibili al 65% che di quelli per i quali l’anno scorso l’aliquota è stata abbassata dal 65 al 50% (infissi, schermature solari, sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione almeno in Classe A e caldaie a biomassa).

Vengono prorogati al 2019 anche il bonus del 50% per mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata finalizzati all’arredo degli immobili oggetto di ristrutturazione e il bonus verde del 36%.

Il sismabonus non è citato nel documento, per cui riteniamo che non sia prevista alcuna novità sostanziale. La proroga non è necessaria perchè questa detrazione scade il 31 dicembre 2021.

L’orizzonte temporale delle proroghe dei bonus casa è stato prospettato nelle scorse settimane da esponenti del Governo: a fine settembre il presidente della commissione Industria del Senato Gianni Girotto (M5S) annunciava una proroga ‘fino al 31 dicembre 2021 con un decalage’ per tutto il pacchetto degli sconti dedicati ai lavori in casa (ecobonus, bonus ristrutturazioni e relative diramazioni), mentre pochi giorni fa, rappresentanti del Ministero dello Sviluppo economico hanno promesso alle imprese una ‘proroga almeno biennale’ delle detrazioni.

15 miliardi di euro per gli investimenti pubblici

Si stanziano 15 miliardi di euro aggiuntivi nei prossimi 3 anni per rilanciare gli investimenti pubblici, soprattutto nell’ambito infrastrutturale, dell’adeguamento antisismico e dell’efficientamento energetico degli edifici pubblici, dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie. Si crea inoltre una task force per valutare, monitorare e attivare rapidamente i progetti di investimento.

Fatturazione elettronica, IVA e Ires

Il Decreto Fiscale, tra le numerose misure, conferma al 1° gennaio 2019 l’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica, riducendo per i primi 6 mesi le sanzioni previste per chi non riuscirà ad adeguare i propri sistemi informatici.

Dà la possibilità di emettere fatture entro 10 giorni dall’operazione alla quale si riferiscono e prevede che le fatture debbano essere annotate nel registro entro il giorno 15 del mese successivo alla loro emissione. Si prevede che il pagamento dell’Iva slitti al momento in cui la fattura viene incassata.

Si taglia dal 24% al 15% l’Ires sugli utili reinvestiti per ricerca e sviluppo, macchinari e per garantire assunzioni stabili, incentivando gli investimenti e l’occupazione stabile.

Semplificazioni in materia di appalti

Il Decreto Semplificazione introduce semplificazioni in materia di appalti. Il comunicato del Governo non entra nei dettagli. Se fosse confermato quanto previsto la scorsa settimana con la Nota di aggiornamento al DEF, si tratterebbe di uno snellimento della fase di programmazione delle delibere Cipe, “con un collegamento più stretto con il lavoro progettuale delle Stazioni Appaltanti”.

La riforma – spiegava il DEF – faciliterà l’accesso delle PMI al mercato degli appalti, cosa che, secondo il Governo, limiterà anche il fenomeno del subappalto. I contratti sotto la soglia comunitaria, si legge nel DEF, verranno assegnati con una riserva di quote per le PMI, contemplando una riserva anticipata di quote appaltabili. Si intende così ridurre le possibilità di deroga al Codice Appalti e introdurre il principio della territorialità, cioè gli ‘appalti a chilometro zero’.

Le modifiche al Codice degli Appalti avranno, inoltre, l’obiettivo di rendere più efficienti i pagamenti della Pubblica Amministrazione e di facilitare l’estensione della compensazione tra crediti e debiti della Pubblica Amministrazione.

640 milioni per le ferrovie e 25 milioni di euro per Genova

Con il Decreto Semplificazione viene autorizzata la spesa di 40 milioni di euro per il 2018 per finanziare la parte servizi 2016/2021, del contratto di programma tra Ministero delle infrastrutture e Ferrovie dello Stato. Per la parte investimenti 2017/2021, invece, si prevede la spesa di 600 milioni per il 2018.

Sono stanziati ulteriori fondi per Genova. Per la ristrutturazione dell’Autotrasporto 10 milioni di euro per il 2018 e 15 milioni per l’adeguamento dei porti.

 

 

tratto da www.edilportale.com

10 maggio 2018 – Bonus Verde: novità e opportunità della detrazione per il giardino

Una grossa novità del 2018 è rappresentata dalla possibilità del cosiddetto “Bonus Verde”, cioè, la detrazione fiscale prevista a fronte di spese sostenute per la sistemazione di aree verdi pertinenziali ad una singola abitazione o ad edifici condominiali. Come per tutte le altre detrazioni fiscali già valide negli anni precedenti, anche il Bonus Verde ha delle regole precise.

 

Bonus verde: le caratteristiche

È detraibile in 10 quote annuali di ugual valore dalla dichiarazione dei redditi a partire dall’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese. La detrazione spetta nella misura del 36% della spesa sostenuta con un massimale di € 5.000; quando si parla di condominio, invece, il 36% ed il massimale di € 5.000 sono da considerare per ogni singola unità immobiliare che partecipa alla spesa.

Al contrario del Bonus Mobili, il Bonus Verde è una detrazione completamente autonoma e non deve esser collegata ad altre attività lavorative di ristrutturazione; pertanto, quando si sostengono delle spese per rifare il cortile (senza che siano eseguite altre opere edilizie), ogni condomino avrà diritto alla detrazione del 36% della spesa sostenuta.

Bonus verde: cos’è detraibile

Le opere detraibili sono tutte quelle riconducibili genericamente alla sistemazione delle aree verdi, quali ad esempio:
– la semina di un nuovo manto erboso dopo aver disfatto quello precedente;
– la realizzazione o manutenzione di un impianto di irrigazione;
– la realizzazione o manutenzione di un pozzo;
– la realizzazione o manutenzione di un tetto-giardino o giardini pensili;
– le spese per la progettazione colturale dell’area verde e delle aiuole;
– l’acquisto e posa di nuovi vasi e fioriere per parti comuni (in attesa di eventuali ulteriori indicazioni dall’Agenzia delle Entrate).

Gli adempimenti

In tutti questi casi, dunque, non sarà necessario presentare alcuna pratica in Comune o all’ENEA, né tantomeno produrre comunicazioni all’Agenzia delle Entrate, ma solamente procedere con un pagamento tramite bonifico bancario speciale per “ristrutturazione edilizia”, nell’attesa che le banche si attrezzino con una nuova dicitura e che l’Agenzia delle Entrate fornisca ulteriori chiarimenti.

L’unico adempimento previsto alla data attuale è dunque quello di consegnare a chi cura la dichiarazione dei redditi la copia della fattura e del relativo bonifico bancario e di conservare tali documenti negli anni a venire.

Bonus Verde nei condomini

In commento al Bonus Verde nei condomini, si può affermare che spetti un totale complessivo 36%+36% (massimale complessivo di € 10.000) al singolo condomino che proceda con delle spese per la sistemazione di verde privato (36% – 5.000 €) oltre a partecipare per la propria quota alla sistemazione del verde condominiale (36% – 5.000 €).

Altri casi particolari

Per eventuali altri casi particolari, come la vendita dell’immobile che beneficia della detrazione o la morte del beneficiario valgono le medesime regole delle altre detrazioni fiscali. Inoltre la detrazione del Bonus Verde può dirsi valida anche per gli imprenditori individuali e le società di persone (snc, sas ess) se l’immobile su cui si eseguono i lavori di sistemazione del verde non costituisce un bene strumentale all’attività dell’impresa.

tratto da: https://www.ediltecnico.it/62430/bonus-verde-ultime-novita-oportunita/

10 marzo 2018 – Diritto d’autore sul progetto architettonico

 

Oggi affrontiamo alcuni aspetti che riguardano il Diritto d’Autore sui progetti architettonici realizzati da Geometri, Architetti o Ingegneri.

Ovviamente il punto di partenza deve essere la Legge sul Diritto d’Autore, Legge 22/04/1941 n° 633 “Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio”

 

Ma per attenerci ai casi specifici dei progetti architettonici, la prima menzione vi è con la legge n° 144 del 2 marzo 1949 (Testo unico della tariffa per le prestazioni professionali dei Geometri) che all’ art. 7 così recita:


Art. 7 – PROPRIETA’ INTELLETTUALE. IMPIEGO RIPETUTO DELLA STESSA PRESTAZIONE

La proprietà intellettuale che spetti al geometra in conformità alle leggi, per l’opera ideata e gli atti tecnici che la compongono, non è in alcun modo pregiudicata dall’avvenuto pagamento dei compensi e indennizzi dovutigli.
Il committente non può, senza il consenso del geometra, valersi dell’opera e degli atti tecnici che lo compongono per uno scopo diverso da quello per cui furono commessi.
Qualora un elaborato venga usato anche per altre applicazioni, oltre quella per cui fu commesso, o ne venga dal committente ripetuto l’uso, al geometra spetta, per ogni nuova applicazione, un compenso non inferiore al 25 % e non superiore al 50 % delle competenze stabilite dalla tariffa in ragione inversa del numero delle applicazioni oltre alle intere competenze per le nuove prestazioni da esse dipendenti (rilievi, tracciamenti, contratto, direzione dei lavori, liquidazione, ecc.).

Stesso concetto che viene ribadito dal Consiglio Nazionale Geometri con la Circolare n° 832 del 27/01/2011

http://www.geometrimo.it/wp-content/uploads/2015/02/832_elaborati_prestazione_commessa.pdf

 

Interessante anche questo documento del 2016 pubblicato dall’Ordine degli Architetti di Genova, redatto dall’Avv. Pugliese dove vengono trattati 3 casi molto ricorrenti, in particolare il CASO 2 dove si parla della riproduzione da parte di terzi di foto del progetto, obbligo di citazione del progettista ed eventuale risarcimento danni:

http://ordinearchitetti.ge.it/wp-content/uploads/2016/12/Il-Diritto-dautore_lineamenti-generali-ed-opere-di-architettura2.pdf

10 ottobre 2017- Fabbricati Rurali – resa nota la data entro cui eseguire l’accatastamento

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Con la nota prot. 213605 del 10/10/2017 la Direzione Centrale Catasto, Cartografia e Pubblicità Immobiliare pone fine al rebus del termine entro il quale i professionisti devono accatastare i Fabbricati Rurali o ex Rurali.

La nota AGE.AGEDC001.REGISTRO UFFICIALE.0213605.10-10-2017-U a firma dell’Ing. Maggio risolve importanti dubbi il merito all’obbligo di accatastamento dei Fabbricati Rurali censiti al Catasto Terreni da dichiarare al Catasto Edilizio Urbano ai sensi dell’art. 13, commi 14-ter e 14-quater, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201.

Oltre a chiarire la prassi da seguire sia per gli immobili che hanno perso i requisiti di ruralità, sia per i fabbricati che per destinazione attuale non hanno l’obbligo di essere accatastati al Catasto Edilizio Urbano, la nota chiarisce definitivamente il termine entro il quale il Tecnico Incaricato di redigere la pratica di accatastamento deve presentare l’atto di aggiornamento catastale.

La nota infatti precisa che la notifica degli atti di contestazione è prevista a partire dalla fine del corrente mese di ottobre, tuttavia allo scopo di porre in essere ogni possibile forma di collaborazione con i contribuenti e le categorie professionali, l’Ufficio potrà comunque differire l’invio dell’atto di contestazione nei casi in cui il tecnico incaricato segnali che l’atto di aggiornamento è in corso di predisposizione e verrà presentato non oltre la metà del mese di novembre.

12 giugno 2017 – Falsificare l’attestato energetico è reato penale

Rientra nel reato di truffa (articolo 640 cod. pen.) la falsificazione dell’Attestato di prestazione energetica (cd. APE), allegato ad un contratto di vendita immobiliare, nel caso la vendita abbia ad oggetto un alloggio con una classe energetica “diversa” da quella dichiarata nell’attestato.
Questo è quanto affermato dalla Corte di Cassazione penale con la sentenza n. 16644/2017.
Ma veniamo ai fatti: l’acquirente ricorre in Cassazione contestando la vendita di un immobile “con caratteristiche diverse da quelle dichiarate con riguardo alla definizione della categoria energetica”. A parere di questi, infatti, il costruttore era consapevole di avere effettuato lavori in economia e, quindi, non poteva essere in buona fede quando ha venduto come energeticamente “virtuoso” un immobile che nella realtà presentava una classe energetica più bassa di quella indicata contrattualmente.
Eppure, la Corte d’appello, ritenendo il venditore in buona fede (in quanto aveva confidato nelle valutazioni dei tecnici che attestavano la conformità delle opere al progetto), lo assolveva dal reato di truffa contrattuale.
In direzione opposta, invece, la decisione della Cassazione che ha annullato la sentenza impugnata e rinviato la stessa al giudice civile competente per valore in grado di appello.
Secondo la Corte, infatti, la difformità tra i lavori eseguiti e quelli progettati e la conseguente vendita dell’immobile con una classe energetica effettiva non corrispondente a quella dichiarata non poteva sfuggire al costruttore, dato che le opere effettuate risultano meno costose di quelle che avrebbero dovuto essere eseguite per rispettare i parametri energetici contenuti nel progetto.  In particolare – precisa la Cassazione – poiché il risparmio di spesa era noto al venditore, è “manifestamente illogica” la parte della sentenza d’appello che esclude l’elemento soggettivo della truffa esclusivamente sulla base dell’affidamento che l’imputato avrebbe fatto nelle certificazioni di conformità dei tecnici che avevano eseguito il collaudo.
È, dunque, richiesta al venditore la massima diligenza nell’indicare, nell’atto di vendita, la classe energetica dell’immobile. Sul punto, vale la pena ricordare che:
  • il rilascio dell’attestato di prestazione energetica è obbligatorio nei casi di vendita, trasferimento di immobili a titolo gratuito o di nuova locazione di edifici o unità immobiliari; in tutti i casi, il proprietario deve rendere disponibile l’APE al potenziale acquirente o al nuovo locatario all’avvio delle rispettive trattative e consegnarlo alla fine delle stesse;
  • in caso di vendita o locazione di un edificio prima della sua costruzione, il venditore o locatario fornisce evidenza della futura prestazione energetica dell’edificio e produce l’attestato entro 15 giorni dalla richiesta di rilascio del certificato di agibilità;
  • nei contratti di vendita, negli atti di trasferimento o nei nuovi contratti di locazione è inserita apposita clausola con la quale l’acquirente o il conduttore danno atto di aver ricevuto le informazioni e la documentazione, comprensiva dell’attestato, in ordine alla attestazione energetica degli edifici.
Sul piano sanzionatorio si fa presente che: in caso di violazione dell’obbligo di dotare l’edificio o l’appartamento dell’APE il proprietario è punito con una sanzione amministrativa non inferiore a 3.000 euro e non superiore a 18.000 euro; nel caso la violazione riguardi, invece, un nuovo contratto di locazione, il proprietario è punito con una sanzione da 300 euro a 1800 euro.

Rischi di elevate sanzioni anche per il professionista qualificato che rilascia un attestato di prestazione energetica degli edifici senza il rispetto dei criteri e delle metodologie definiti dalla legge; in tal caso, la sanzione amministrativa va da un minimo di 700 euro ad un massimo 4.200 euro. Per di più, l’ente locale e la regione o provincia autonoma, che applicano le sanzioni secondo le rispettive competenze, danno comunicazione ai relativi ordini o collegi professionali per i provvedimenti disciplinari conseguenti.

 

tratto da www.ingenio-web.itPrestazione-Energetica

30 maggio 2017 – Con la ristrutturazione il valore delle case aumenta del 29%

progetto30/05/2017 – La crisi edilizia ha spazzato via molte imprese e posti di lavoro, ma ha anche portato alla luce nuovi bisogni da cui ripartire per cogliere le opportunità di crescita. Lo ha messo in luce il rapporto “Una nuova edilizia contro la crisi” elaborato da Cresme e Fondazione Symbola.

Secondo il rapporto, il prossimo ciclo edilizio sarà il primo ciclo dell’ambiente costruito, in cui si punterà su innovazione, risparmio, sicurezza e qualità per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Operazioni che hanno già dimostrato di movimentare risorse consistenti. Le ristrutturazioni hanno dimostrato di poter accrescere il valore delle abitazioni. A renderle più interessanti sono gli incentivi fiscali per il miglioramento del patrimonio edilizio esistente.

Edilizia, crisi e ripresa con le ristrutturazioni

Dal 2008 il settore edile ha perso 600mila posti di lavoro. Nel 2016 c’è stata una debole ripresa trainata dal mercato delle ristrutturazioni. Il rapporto evidenzia che il mercato si è completamente riconfigurato e ha portato alla luce nuovi bisogni. La nuova fase ciclica che si sta aprendo potrebbe quindi essere definita, spiega il rapporto, come “il primo ciclo dell’ambiente costruito”.

La riqualificazione edilizia ha assorbito il 79% della produzione del 2016. Il fenomeno oltrepassa la dimensione edilizia e va letto, spiega il rapporto, attraverso l’integrazione tra costruzioni, impianti e servizi.

Ad accrescere l’importanza della riqualificazione edilizia contribuiscono nuove tendenze, come l’attenzione al consumo di suolo e stili di vita improntati alla sostenibilità, attenti all’efficienza energetica e alla riduzione dei consumi.

La riqualificazione aumenta il valore delle case

Gli interventi di riqualificazione si ripercuotono sul valore delle case. Analizzando le offerte immobiliari residenziali, il Cresme ha rilevato che mediamente le abitazioni ristrutturate immesse sul mercato hanno un valore del 29% superiore a quelle non ristrutturate. Le abitazioni ristrutturate, inoltre, hanno un prezzo medio superiore anche al prezzo medio delle abitazioni nuove: una abitazione ristrutturata in Italia viene posta sul mercato mediamente al valore di circa 300.000 euro, mentre una non ristrutturata è messa sul mercato al valore di 233.000 euro e una abitazione nuova al prezzo di circa 280.000.

Per fare un esempio, a fronte di un intervento medio di 14.500 euro, un’abitazione ristrutturata aumenta il suo valore di 65.750 euro. L’indagine mostra anche che nelle provincie in cui la percentuale di abitazioni riqualificate è più alta, il mercato è più intenso e registra il maggior numero di compravendite.

Il ruolo degli incentivi fiscali

Dal 2007 al 2016, riporta il rapporto, i lavori di manutenzione straordinaria del patrimonio residenziale esistente incentivati fiscalmente sono stati pari a 190 miliardi di euro; nel 2016 sono stati 28,2 miliardi, con un incremento del 12,3% rispetto al 2015. I lavori incentivati rappresentano nel 2016 il 57% dei lavori di manutenzione straordinaria residenziale svolti in Italia. Nell’ultimo quadriennio 2013-2016 gli investimenti incentivati hanno generato poco meno di 270mila posti di lavoro diretti ogni anno, ma se si considerano anche i lavori dell’indotto si superano i 400mila occupati l’anno: nel solo 2016 sono stati 419mila.

Secondo lo studio, va migliorato il livello di conoscenza degli incentivi. Ipsos, per conto di Symbola, ha rilevato che l’Ecobonus è conosciuto dal 76% degli italiani, il 15% dei quali afferma di averlo utilizzato. Il sismabonus è invece conosciuto dal 54% degli intervistati.

Secondo i dati Symbola-Unioncamere, dal 2010 al 2013 il 24,5% delle imprese edili ha fatto investimenti green. Scommettere su questa nuova edilizia vuol dire supportare l’efficienza energetica, la sicurezza della popolazione e il lavoro.

“La crisi – scrivono Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera e Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, nella premessa del rapporto – ha posto all’ordine del giorno nuovi bisogni cui far fronte con risposte nuove. Per accettare le sfide che il presente e il futuro ci pongono, l’Italia deve fare quello che meglio di ogni altro Paese sa fare, l’Italia deve fare l’Italia e tenendo insieme bellezza e tecnologia, innovazione e tradizioni, coesione sociale e competitività potrà dare a queste domande risposte adeguate. L’edilizia di cui parliamo in questo report può essere una di quelle risposte”.

 

 

tratto da www.edilportale.com

25 maggio 2017 – Fabbricati rurali non dichiarati al catasto: 6 mila avvisi in arrivo a Piacenza

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Fabbricati rurali non ancora dichiarati al catasto edilizio urbano. In partenza oltre 1 mln di avvisi bonari per i proprietari di 800mila immobili. A Piacenza sono 6mila

Al via gli avvisi del Fisco per i proprietari dei fabbricati rurali non ancora dichiarati al Catasto Edilizio Urbano. L’Agenzia delle Entrate prosegue l’attività di accertamento dei fabbricati rurali che risultano censiti ancora al Catasto Terreni, avviando una campagna di sensibilizzazione per permettere agli intestatari catastali di questi immobili di regolarizzare la propria posizione.

Ai nastri di partenza oltre un milione di avvisi bonari – I titolari di diritti reali sui fabbricati che possiedono i requisiti di ruralità avevano l’obbligo di dichiararli al Catasto Edilizio Urbano entro il 30 novembre 2012, mentre per i fabbricati che possedevano in passato i requisiti di ruralità, successivamente persi, la dichiarazione in catasto andava presentata entro 30 giorni dalla data di perdita dei requisiti.

Per promuovere la regolarizzazione spontanea delle singole posizioni, nelle prossime settimane l’Agenzia delle Entrate invierà a livello nazionale, tramite il servizio postale, avvisi bonari ai proprietari dei circa 800mila fabbricati rurali, o loro porzioni, censiti al Catasto Terreni e da dichiarare al Catasto Edilizio Urbano.

L’avviso bonario consentirà a ciascun soggetto di conoscere la propria posizione e verificare quali immobili sono soggetti all’obbligo di dichiarazione.

Come regolarizzare la propria posizione – I proprietari che aderiscono agli avvisi dell’Agenzia, presentando una dichiarazione di aggiornamento catastale, potranno beneficiare dell’istituto del ravvedimento operoso, con un notevole risparmio sulle sanzioni che, ad esempio, si riducono da un importo compreso tra € 1.032 e € 8.264 ad un importo di € 172 (pari ad 1/6 del minimo).

In assenza della dichiarazione, le Direzioni Provinciali/Uffici Provinciali – Territorio dell’Agenzia delle Entrate procederanno all’irrogazione delle sanzioni previste dalla legge e all’accertamento in sostituzione del soggetto inadempiente, con oneri a carico dello stesso.

Come segnalare all’Agenzia eventuali inesattezze – Nel caso in cui l’avviso bonario dovesse presentare delle inesattezze, il proprietario potrà comunicarle all’Agenzia:
compilando l’apposito “modello di segnalazione” allegato all’avviso; utilizzando il servizio online disponibile sul sito www.agenziaentrate.gov.it

Ulteriori informazioni sui fabbricati rurali sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate nella sezione Cosa devi fare > Aggiornare dati catastali e ipotecari > Fabbricati rurali.

 

tratto da www.piacenzasera.it

17 gennaio 2017 – I Fabbricati Rurali che secondo l’Agenzia non sono ancora in regola

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È disponibile da oggi, sul sito internet delle Entrate, l’elenco dei fabbricati rurali che risultano ancora censiti nel Catasto terreni.

L’Agenzia ricorda che i titolari di diritti reali sugli immobili rurali hanno l’obbligo di dichiararli al Catasto fabbricati: se questo non è stato fatto entro il termine previsto del 30 novembre 2012, i proprietari possono ancora presentare la dichiarazione di aggiornamento, usufruendo dell’istituto del ravvedimento operoso. In mancanza, gli Uffici provinciali-Territorio dell’Agenzia delle Entrate procederanno all’accertamento, in via sostitutiva del soggetto inadempiente, con oneri a carico dello stesso e applicando le sanzioni previste dalla legge.

Sanzioni ridotte per la regolarizzazione spontanea

– La legge 214/2011 (cosiddetta “Salva Italia”) ha previsto l’obbligo, per i proprietari di fabbricati rurali che risultavano ancora censiti al Catasto terreni, di dichiararli al Catasto fabbricati. I proprietari inadempienti riceveranno nelle prossime settimane una comunicazione da parte dell’Agenzia, che li inviterà a regolarizzare spontaneamente la situazione catastale dell’immobile, beneficiando di sanzioni ridotte.

Con le modifiche introdotte dalla Legge di Stabilità 2015, infatti, se il cittadino provvede autonomamente all’iscrizione in catasto, può beneficiare dell’istituto del ravvedimento operoso, con un notevole risparmio sulle sanzioni che, a titolo esemplificativo, si riducono da un importo compreso tra € 1.032 e € 8.264 ad un importo di € 172 (pari ad 1/6 del minimo).

A tal fine, il proprietario, avvalendosi di un professionista tecnico abilitato, dovrà presentare agli uffici dell’Agenzia l’atto di aggiornamento cartografico (Pregeo) e la dichiarazione di aggiornamento del Catasto fabbricati (Docfa).

Quando l’accatastamento non è necessario

Sono esclusi dall’obbligo di accatastamento i seguenti fabbricati:

  •  manufatti con superficie coperta inferiore a 8 metri quadrati;
  •  serre adibite alla coltivazione e alla protezione delle piante sul suolo naturale;
  •  vasche per l’acquacoltura o di accumulo per l’irrigazione dei terreni;
  •  manufatti isolati privi di copertura;
  •  tettoie, porcili, pollai, casotti, concimaie, pozzi e simili, di altezza utile inferiore a 1,80 metri e di volumetria inferiore a 150 metri cubi;
  •  manufatti precari, privi di fondazione, non stabilmente infissi al suolo;
  •  fabbricati in corso di costruzione o di definizione;
  •  fabbricati che presentano un accentuato livello di degrado (collabenti).

 

Per qualsiasi informazione o richiesta di preventivo gratuito, è possibile contattare lo Studio Tecnico Geom. Borlenghi Giulio  al 340 2849398